Newsgroups: it.comp.amiga From: bernie@shock.nervous.com (Bernardo Innocenti) Subject: IPISA, in difesa di Dear All, sono sconvolto dalla quantita' di commenti negativi su IPISA che sono stati postati in questi giorni. Ho partecipato a IPISA dall'edizione del 92, e ho assistito di anno in anno alla sua continua evoluzione. In cinque edizioni, il numero di partecipanti e' quasi decuplicato, e il materiale contenuto negli atti e' migliorato notevolmente sia per qualita' che per quantita'. Siamo passati da 3 dischetti con etichetta appiccicata a mano fino ai tre CD-ROM zeppi di roba che ci hanno dato quest'anno. Ora, io non sono un ragioniere, ma anche io so contare abbastanza bene, e se dovessi fare i conti in tasca agli organizzatori di IPISA, proverei a fare cosi': Quota di iscrizione 60,000 ------------------------------------------- IVA 9,500 Mensa 15,000 CD + custodia (tiratura limitata) 8,000 Lettera di invito ai partecipanti 1,000 Stampa e rilegatura atti (60 pagine) 6,000 Badge a colori con il nome 3,000 Altro materiale stampato 500 ------------------------------------------- Resto 17,000 Senza contare i due CD della Cloanto, che in commercio costano un sacco di soldi. Moltiplichiamo quello che avanza per il numero dei partecipanti: 17,000 * 420 = 7,140,000. Ma da questi 7 milioni, dobbiamo ancora togliere: - l'affitto della sala - l'affitto di due videoproiettori - telefonate, fax per invitare Phase5, Pios, AT... - il disturbo per le due ragazze alla reception - altre spese che non posso immaginare Secondo voi il comitato organizzativo, composto da sette persone, ci ha davvero fatto un grosso guadagno? Per organizzare IPISA 96 ci sono voluti dei mesi di duro lavoro e sono stati anticipati dei soldi prima ancora che arrivassero le prime iscrizioni, senza conoscere il numero dei partecipanti. Gli organizzatori hanno corso il rischio di rimetterci di tasca propria nel caso di spese impreviste. Spero che vi rendiate conto della quantita' di lavoro che e' stato fatto completamente GRATIS. Poi parliamo dei Sistemi Alternativi. Io uso Amiga da 9 anni, ho una BBS che gira sul mio Amiga 4000, ci programmo, ci faccio di tutto... Accanto al 4000 ho anche una SparcStation 4, ma per molti aspetti continuo a preferire Amiga. Questo lo dico per convincervi che sono un amighista MOLTO convinto, non uno che sta per comprarsi un PC multimediale. Premesso questo, gradirei molto la presenza a IPISA di altri sistemi che non sono Amiga, ma che con Amiga condividono lo stessa filosofia e forse lo stesso tipo di utenti. BeOS, RISC-OS di Acorn, NetBSD, Linux... Sono tutti sistemi operativi che hanno una visibilita' molto ridotta rispetto a Windows e compagnia. Se non fosse per IPISA, non credo che sarebbe possibile vedere questi sistemi da qualche altra parte in Italia. Il discorso di Sergio mi e' sembrato molto chiaro: sistemi alternativi NON significa Windows NT, MacOS, OS/2. Sono favorevole al cambiamento perche' significa che l'anno prossimo potremo vedere diversi sistemi che sono interessanti almeno quanto lo e' Amiga, partecipando ad una sola manifestazione con lo stesso spirito di sempre. L'apertura ad altri sistemi costituisce anche un grosso vantaggio per Amiga: alcuni dei partecipanti della prossima edizione potrebbero essere persone che di Amiga non sanno niente, ma che verranno soltanto perche' magari sono interessati al BeBox o a chissa' che cosa, pero' allo stesso tempo avranno l'occasione di conoscere anche Amiga. Per evitare le inutili critiche dei piu' maliziosi, tengo a precisare che non ho alcun rapporto economico con gli organizzatori. Ho soltanto raccolto le iscrizioni di 13 persone da Firenze, ho organizzato il viaggio a Milano e ho prenotato l'albergo per tutti, ovviamente senza chiedere niente. Lamentatevi pure, ma sarei curioso di sapere da quelli che si lamentano cosa hanno fatto LORO per Amiga. -- // Bernardo Innocenti - SystemShock BBS \X/ bernie@shock.nervous.com